La storia e il martirio di San Pancrazio, protettore dei bambini
Nel cuore dell’antica Roma, sotto il regno dell’imperatore Diocleziano, si consumò il martirio di un giovane di nome Pancrazio, un evento la cui eco riverberò nei secoli, dando origine a una profonda e duratura venerazione. La storia dei santi, come quella di San Pancrazio, può essere d’ispirazione per tutti noi: una vicenda intessuta non solo di coraggio e fede incrollabile, ma anche di una miriade di eventi prodigiosi e miracoli attribuiti alla sua intercessione.
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La storia di San Pancrazio
La storia di San Pancrazio narra di un giovane nato verso la fine del 289 d.C. a Sinnada, in Frigia, da genitori romani di elevata condizione sociale, sebbene pagani. Rimasto orfano in tenera età, all’incirca otto anni, fu allevato dallo zio Dionisio, che si prese cura della sua educazione e dei suoi beni. Insieme si trasferirono a Roma, dove possedevano una villa sul Monte Celio.
A Roma, Pancrazio e suo zio vennero in contatto con la comunità cristiana. Secondo alcuni racconti, conobbero San Marcellino, papa dal 295 al 304, che si nascondeva durante le persecuzioni. Attratti dalla sua fama di conversioni, lo visitarono e furono istruiti nella fede cristiana, ricevendo il battesimo. Un’altra tradizione narra invece che conobbero Papa Caio (283-296), che si nascondeva sul Monte Celio in un terreno di loro proprietà, e che fu lui a convertirli e battezzarli. Da quel momento, entrambi si dedicarono ad aiutare vedove, orfani e poveri.
Il martirio
Il racconto del martirio di San Pancrazio inizia con la sua denuncia come cristiano alla polizia imperiale. Questo avvenne durante la feroce persecuzione di Diocleziano, iniziata nel 303 d.C.. Pancrazio, non ancora quindicenne, fu chiamato a sacrificare agli dei romani per dimostrare la sua fedeltà all’imperatore, ma egli si rifiutò fermamente.
A causa del suo rifiuto, Pancrazio fu condotto alla presenza dell’imperatore Diocleziano per essere giudicato. Diocleziano, colpito dalla giovane età e bellezza del ragazzo, tentò in ogni modo di persuaderlo ad abbandonare la sua fede. Usò sia promesse di onori, dignità e ricchezze, offrendogli persino di adottarlo come figlio e prospettando una possibile successione all’impero, sia minacce di tormenti e morte. Nonostante queste pressioni, Pancrazio rimase irremovibile nella sua fede in Gesù Cristo. Egli dichiarò con fermezza di essere cristiano e di non rinunciare mai al suo Signore.
Di fronte alla sua incrollabile fede, Diocleziano, infuriato dalla sua “presunzione e arroganza”, pronunciò la sentenza di morte. Pancrazio fu condannato alla decapitazione. Il martirio avvenne il 12 maggio del 304 nei pressi della porta Aureliana, situata lungo la via Aurelia, fuori le mura di Roma. Il luogo del martirio è ancora oggi indicato dalla scritta “Hic decollatus fuit Sanctus Pancratius”.
La sera stessa del martirio, una nobile dama romana di nome Ottavilla, con l’aiuto di altri cristiani, recuperò il corpo del giovane martire. Essi lo unsero con balsami, lo avvolsero in preziosi lini e lo deposero in un sepolcro nuovo scavato appositamente nelle catacombe di proprietà di Ottavilla, situate al secondo miglio della via Aurelia. In seguito, questo luogo divenne noto come le Catacombe di San Pancrazio.
Il coraggio e la fede dimostrati da Pancrazio durante il suo martirio sono visti come l’adempimento delle promesse di Gesù di assistere i suoi fedeli in ogni tempo, dando loro la forza e la sapienza necessarie per resistere anche di fronte alla morte. La sua morte è considerata una suprema testimonianza di fede.
Sul luogo della sepoltura di San Pancrazio, Papa Simmaco (498-514) fece costruire e ampliare una basilica in suo onore. Papa Gregorio Magno (590-604) promosse il suo culto, tenendo un’omelia nell’anniversario del martirio e fondando un monastero vicino alla basilica. Il culto di San Pancrazio si diffuse rapidamente, tanto che divenne uno dei santi più popolari a Roma, in Italia e anche all’estero.
È considerato patrono della gioventù italiana di Azione Cattolica, che si reca sulla sua tomba per rinnovare i propri impegni. È anche patrono dei bambini e degli adolescenti, dei giuramenti e delle promesse.
I miracoli
Fin da subito dopo la morte di San Pancrazio, numerosi eventi prodigiosi e miracoli iniziarono ad essere attribuiti alla sua intercessione, specialmente presso la sua tomba a Roma. Si narra che Papa Simmaco fu spinto a restaurare e abbellire la basilica cimiteriale eretta sul suo sepolcro proprio a causa del grande afflusso di fedeli e dei luminosi miracoli che vi accadevano.
Un aspetto particolarmente riportato è il ruolo di San Pancrazio come vendicatore degli spergiuri: San Gregorio di Tours riferisce che coloro che giuravano il falso e osavano recarsi al suo sepolcro venivano immediatamente puniti. Anche San Gregorio Magno osservò questo fenomeno, promuovendo con zelo il culto del santo.
Le reliquie di San Pancrazio, conservate in diverse chiese, divennero ben presto oggetto di grande devozione come fonte di grazie e benedizioni. Si raccontano miracoli avvenuti in luoghi come Marsiglia, dove alcune reliquie donate da un Papa furono tenute in grande venerazione, e a Gand, dove un monaco portò delle reliquie da Roma.
Particolarmente ricco di testimonianze miracolose è il santuario di San Pancrazio vicino a Pianezza, sorto in seguito ad un evento prodigioso avvenuto nel 1450. In questo luogo si narrano innumerevoli guarigioni da diverse malattie, liberazioni dal demonio e altri eventi straordinari. Anche figure nobili come la regina Cristina di Francia e i reali di Savoia si recavano al santuario, testimoniando di aver ricevuto grazie.
Le pareti del santuario di Pianezza sono ricoperte di quadri votivi che rappresentano le molteplici grazie ricevute e i miracoli operati, tanto che spesso non c’è spazio sufficiente per esporli tutti. Si vedono anche oggetti come bastoni e stampelle lasciati da persone guarite. Persino eventi contemporanei, come guarigioni avvenute nell’Ottocento e anche in tempi più recenti come un cannoniere salvato in Crimea, sono annoverati tra i miracoli ottenuti per intercessione di San Pancrazio.
San Giovanni Bosco stesso afferma di aver letto di numerose meraviglie operate da San Pancrazio, scegliendone solo alcune per i suoi scritti. La fede nell’efficacia della sua intercessione è tale che viene incoraggiato il ricorso a lui con viva fede per ottenere aiuto nei propri bisogni.
Chi protegge San Pancrazio
San Pancrazio viene venerato come protettore di diverse categorie di persone. In particolare, egli è considerato un patrono della gioventù in generale e specificamente della Gioventù Italiana di Azione Cattolica, i cui membri si recano sulla sua tomba per rinnovare i propri impegni. Data la sua giovane età al momento del martirio, Pancrazio è anche invocato come protettore dei bambini e degli adolescenti.
Un altro ambito di protezione attribuito a San Pancrazio riguarda le promesse e i giuramenti, inclusi quelli matrimoniali. Anticamente, si credeva che egli fosse un severo punitore di coloro che spergiuravano presso la sua tomba. In Spagna, specialmente in Andalusia, San Pancrazio è venerato come patrono dei disoccupati, con una specifica usanza legata a questa devozione.
Inoltre, San Pancrazio è considerato protettore degli avvocati, dei notai e dei testimoni, in quanto simbolo di verità e integrità. Le fonti narrano anche la sua intercessione per la liberazione dal demonio e per ottenere guarigioni miracolose da diverse malattie. Vi sono testimonianze di persone che lo hanno invocato in momenti di pericolo ottenendo protezione.
San Gregorio Magno inviò reliquie di San Pancrazio in Inghilterra con Sant’Agostino di Canterbury, quasi a designarlo come protettore della nazione inglese. In Germania, per ragioni non chiare, egli divenne anche patrono dei cavalieri. In generale, la devozione a San Pancrazio è vista come una fonte di grazie e benedizioni per chi ricorre a lui con fede.
Quando si festeggia?
San Pancrazio viene festeggiato il 12 maggio. Questa data è indicata come la sua festa, la sua commemorazione nel Martirologio Romano dove si celebra la sua deposizione, e il giorno in cui avvenne il suo martirio secondo diversi racconti.
San Pancrazio spiegato ai bambini
Immagina un bambino di nome Pancrazio che viveva tanto tempo fa, in una città grande e importante chiamata Roma. Era nato in un posto lontano, ma poi è venuto a vivere a Roma con suo zio Dionisio.
A Roma, Pancrazio e suo zio hanno conosciuto delle persone che credevano in Gesù. Gli hanno raccontato di Gesù e di quanto fosse buono, e sia Pancrazio che suo zio hanno deciso di volergli bene e di seguirlo.
Però, in quel periodo, c’era un imperatore di nome Diocleziano che non voleva che le persone credessero in Gesù. Voleva che tutti pregassero altri dei.
Un giorno, hanno chiesto anche a Pancrazio di pregare questi altri dei, ma lui era coraggioso e ha detto di no, perché lui credeva solo in Gesù. L’imperatore era molto arrabbiato perché Pancrazio, anche se era molto giovane, non aveva paura di mostrare la sua fede.
Così, Diocleziano decise di punire Pancrazio condannandolo a morte. Questo è successo il 12 maggio.
Anche se Pancrazio era solo un ragazzo, è stato molto coraggioso a non rinnegare Gesù. Per questo, la Chiesa lo ricorda come un santo, e lo festeggiamo ogni anno il 12 maggio.
San Pancrazio è diventato un protettore speciale per i bambini e i ragazzi.
Preghiera a San Pancrazio
Una preghiera da recitare assieme a una statuetta di San Pancrazio o di un santino con preghiera di San Pancrazio ci aiuta a trovare la forza per superare le avversità, nell’esempio di un uomo la cui fede indomita ha attraversato i secoli.

<<O San Pancrazio, giovane martire della fede,
tu che con coraggio e determinazione hai testimoniato il Cristo,
intercedi per noi davanti al Signore,
che ci dia la forza di vivere la nostra fede ogni giorno con lo stesso ardore.
Tu che hai affrontato le difficoltà della vita con umiltà e speranza,
aiutaci a resistere alle tentazioni del mondo,
a mantenere saldo il nostro cammino nella verità e nell’amore,
seguendo l’esempio di Cristo nostro Salvatore.
San Pancrazio, martire che hai dato la tua vita per il Regno di Dio,
concedici di essere sempre fedeli alla nostra vocazione cristiana,
e di testimoniare con le opere la luce della Sua Parola.
Preghiamo per la pace e la serenità nel nostro cuore,
per il bene della nostra famiglia e di tutti quelli che incontriamo nel nostro cammino.
Amen.>>
La devozione a San Pancrazio, il giovane martire romano, ha attraversato i secoli con una vitalità sorprendente, radicandosi profondamente nel tessuto della fede cristiana. La persistente fede nell’efficacia della sua intercessione, testimoniata nei secoli e fino ai giorni nostri, sottolinea come la figura di San Pancrazio, pur nella sua giovane età, abbia lasciato un segno indelebile nella storia della cristianità, rimanendo un esempio di coraggio, fede e un potente intercessore presso Dio.