La storia di San Giovanni Battista spiegata ai bambini
San Giovanni Battista è considerato il santo più raffigurato nell’arte di tutti i secoli. Gesù stesso lo ha definito “Il più grande tra i nati da donna” (Matteo 11,11), un attestato potentissimo della sua singolare missione voluta da Dio.
Giovanni Battista rappresenta un legame fondamentale tra l’Antico e il Nuovo Testamento, essendo l’ultimo dei grandi profeti d’Israele e, al tempo stesso, il primo apostolo di Gesù, avendogli reso testimonianza ancora in vita. Il suo stesso nome, Giovanni (Iehóhanan in ebraico), significa “Dio è propizio”, un nome che porta in sé l’annuncio della grazia divina.
Indice degli argomenti:
La storia di San Giovanni Battista
La sua storia inizia con un annuncio miracoloso. Egli nacque da una famiglia sacerdotale, da suo padre Zaccaria e sua madre Elisabetta, discendente di Aronne. Sebbene fossero giusti agli occhi del Signore, erano avanti negli anni ed Elisabetta era sterile.
L’arcangelo Gabriele apparve a Zaccaria nel Tempio, esaudendo la sua preghiera e annunciando la nascita di un figlio che avrebbe chiamato Giovanni. Gli profetizzò che sarebbe stato grande davanti al Signore, pieno di Spirito Santo fin dal grembo materno, e che avrebbe ricondotto molti figli d’Israele al Signore, preparandone la via. In un episodio di incredulità, Zaccaria divenne muto fino alla nascita del bambino.
A questo annuncio seguì la Visitazione della Beata Vergine Maria, Elisabetta era infatti cugina di Maria e le due donne si incontrarono proprio quando entrambe erano in attesa dei loro bimbi. Fu un momento di grazia, tanto che il bambino nel grembo di Elisabetta sussultò di gioia al saluto di Maria, riconoscendo la presenza del Signore. Questo sussulto è visto come un segno del suo destino eccezionale e della sua precocissima vocazione. La nascita avvenne secondo la tradizione ad Ain Karem, e con essa, la voce del padre Zaccaria fu ripristinata.
Nonostante le sue origini sacerdotali, Giovanni scelse un cammino radicale di distacco dal mondo. Non si sa nulla della sua infanzia e giovinezza, ma consapevole della sua missione, si ritirò nel deserto. Lì condusse una vita austera da asceta, nutrendosi di locuste e miele selvatico e vestendo un abito di peli di cammello con una cintura di pelle ai fianchi. Questo stile di vita essenziale e rigoroso lo preparò per la sua missione.
Che cosa ha fatto San Giovanni Battista?
San Giovanni Battista è una delle figure più straordinarie e luminose dell’intera storia della salvezza. Ultimo dei profeti dell’Antico Testamento e primo testimone del Nuovo, egli si erge come ponte vivente tra l’attesa del Messia e la sua rivelazione.
Abbiamo visto che dopo la sua nascita miracolosa, annunciata dall’angelo a Zaccaria nel tempio, Giovanni trascorse la giovinezza nel silenzio e nella solitudine del deserto, secondo quanto narrano i Vangeli. La sua vita fu segnata da un forte spirito ascetico.
Il suo ministero pubblico cominciò lungo le rive del fiume Giordano, dove proclamava con forza l’urgenza della conversione. «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» era il suo annuncio costante (cf. Matteo 3,2). Giovanni invitava il popolo alla penitenza e alla purificazione del cuore, amministrando un battesimo d’acqua come segno di pentimento per il perdono dei peccati. Chiedeva giustizia, onestà nel lavoro, generosità verso i poveri e fedeltà alla legge di Dio.
La sua predicazione attirava folle da ogni parte: farisei, soldati, peccatori, pubblicani, tutti accorrevano per ascoltare la sua parola infuocata e ricevere il battesimo. Ma ciò che rende Giovanni il Battista unico è il suo ruolo di Precursore di Cristo: è lui a indicare Gesù come l’Agnello di Dio (Giovanni 1,29), a riconoscere in Lui il Messia atteso, a battezzarlo nel Giordano e a testimoniare la discesa dello Spirito Santo su di Lui.
Giovanni non cercò mai gloria per sé: il suo desiderio più profondo era «che Egli cresca e io diminuisca» (Giovanni 3,30). Uomo di grande umiltà e rettitudine, non esitò a denunciare anche il peccato dei potenti. Fu proprio per aver rimproverato pubblicamente Erode Antipa a causa della sua relazione illecita con Erodiade, moglie di suo fratello, che fu imprigionato e infine decapitato su richiesta della figlia di Erodiade, come racconta il Vangelo di Marco (cf. Mc 6,17-29).
Martire della verità, testimone della luce, amico dello Sposo: così è ricordato san Giovanni Battista, il più grande tra i profeti, modello di fedeltà e coraggio per ogni credente.
Perché era così importante per Gesù?
La figura di san Giovanni Battista riveste un’importanza straordinaria nel disegno di Dio, tanto da essere strettamente intrecciata con la missione stessa di Gesù. Il loro legame va oltre quello di semplici cugini, è quello profondo, teologico e spirituale tra il Precursore e il Messia.
Giovanni fu il profeta scelto da Dio per preparare il popolo alla venuta di Cristo, annunciando l’imminenza del Regno dei Cieli e chiamando alla conversione. La sua missione era quella di scuotere le coscienze, di preparare cuori pronti ad accogliere il Salvatore. In questo senso, la sua predicazione e il suo battesimo non erano fini a se stessi, ma tessevano un sentiero dritto verso Cristo, proprio come aveva profetizzato Isaia: «Voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore» (Isaia 40,3; Marco 1,3).
Ma ciò che rende Giovanni particolarmente caro a Gesù è la sua totale umiltà e la consapevolezza del proprio ruolo: «Io non sono il Cristo», dirà (Giovanni 1,20), e ancora: «Viene dopo di me colui che è più forte di me; io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali» (Marco 1,7). Giovanni non trattiene per sé l’attenzione e la gloria, ma la rimanda tutta a Cristo. È l’amico dello Sposo, che si rallegra per la voce dello Sposo (Giovanni 3,29).
Il Battista ha riconosciuto Gesù fin dal grembo materno: quando Maria visitò Elisabetta, il bambino esultò di gioia nel seno (cf. Luca 1,41). È il primo a proclamare la sua presenza. E sarà il primo a indicarlo pubblicamente come l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo (Giovanni 1,29), rivelando così il mistero della sua identità e della sua missione redentrice.
Predicazione e battesimo di Gesù
Durante il suo ministero lungo il fiume Giordano, san Giovanni Battista attirava folle da tutta la Giudea e la Galilea. I cuori del popolo, assetati di verità e di redenzione, accorrevano per ascoltare il suo appello alla conversione e ricevere il battesimo di penitenza. La sua parola, forte e infuocata, toccava le coscienze e scuoteva le abitudini, rivelando un’urgenza spirituale mai udita prima.
Molti si chiedevano se fosse lui il Messia promesso dalle Scritture. Ma Giovanni, con grande umiltà e fermezza, respingeva ogni equivoco sulla propria identità: «Io non sono il Cristo» (Giovanni 1,20), diceva chiaramente. Era solo la voce di colui che grida nel deserto, venuto per preparare la via del Signore (cf. Isaia 40,3). Giovanni battezzava con acqua per la conversione, ma annunciava colui che avrebbe battezzato in Spirito Santo e fuoco, inaugurando una nuova era di salvezza.

Il momento più alto e misterioso del suo ministero fu l’incontro con Gesù al Giordano. Giovanni lo vide venire verso di lui e, mosso dallo Spirito, lo riconobbe: «Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!» (Giovanni 1,29). In quelle parole si compiva l’attesa dei secoli: il Messia era giunto, e Giovanni, il Precursore, lo additava al mondo.
Sorpreso dalla richiesta di essere battezzato, Giovanni inizialmente esitò. Sentiva di non esserne degno, anzi, avrebbe desiderato ricevere egli stesso il battesimo da Gesù. Ma il Signore, con dolce autorità, rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia» (Matteo 3,15). Così, in obbedienza, Giovanni immerse nelle acque del Giordano il Figlio di Dio e così avvenne il battesimo di Gesù. In quel momento unico nella storia, i cieli si aprirono, lo Spirito Santo discese in forma di colomba, e si udì la voce del Padre: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento» (Matteo 3,17).
Fu un’epifania trinitaria, una rivelazione solenne che sanciva l’inizio del ministero pubblico di Gesù. Per Giovanni, quel giorno segnò il compimento della propria missione. Con cuore colmo di gioia e umiltà, disse ai suoi discepoli: «Ora la mia gioia è piena. Egli deve crescere; io, invece, diminuire» (Giovanni 3,29-30). Non c’era spazio per l’ambizione personale, ma solo per la verità: il Messia era venuto, e il servo si faceva da parte perché la luce vera potesse brillare nel mondo.
Il martirio
La vita di san Giovanni Battista fu interamente segnata dalla verità e dalla giustizia, vissute e proclamate senza compromessi. La sua voce, che nel deserto aveva preparato la via del Signore, non tacque neppure davanti al potere terreno, diventando simbolo di profetica franchezza e coraggio evangelico.
Tra le sue denunce più celebri vi fu quella contro Erode Antipa, tetrarca di Galilea, che aveva sposato Erodiade, moglie di suo fratello Filippo. Questo matrimonio era contrario alla legge mosaica (cf. Levitico 18,16) e Giovanni non esitò a condannarlo pubblicamente. Le sue parole risuonavano come un richiamo scomodo ma necessario: «Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello» (Marco 6,18).
La denuncia costò cara al Battista. Erodiade, offesa e accecata dall’orgoglio, nutriva rancore profondo contro di lui e cercava ogni occasione per metterlo a tacere. Sebbene Erode lo avesse fatto imprigionare su pressione della donna, nutriva verso Giovanni un timore misto a rispetto: sapeva che era un uomo giusto e santo, e spesso lo ascoltava volentieri, pur restando turbato dalle sue parole (Marco 6,20).
Ma l’odio di Erodiade trovò infine il modo di compiersi. Durante un banchetto per il compleanno di Erode, la figlia di Erodiade — identificata dalla tradizione con il nome di Salomè — danzò davanti agli invitati, tanto da compiacere il tetrarca. Preso dall’euforia e imprudentemente, Erode le promise con giuramento qualsiasi cosa avesse chiesto. Su consiglio della madre, la giovane domandò la testa di Giovanni Battista su un vassoio.
Chi gli ha tagliato la testa?
Erode, sebbene riluttante e addolorato, non volle mancare alla parola data davanti agli ospiti. Ordinò così l’esecuzione del profeta. Giovanni fu decapitato nella prigione della fortezza di Macheronte e la sua testa fu portata su un piatto alla fanciulla, che la consegnò a Erodiade (Marco 6,27-28).
I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, presero il suo cadavere e lo posero in un sepolcro (Marco 6,29).
Così si compì il martirio del più grande tra i profeti, vittima della verità, testimone della luce fino all’estremo sacrificio. Con la sua morte, Giovanni confermò ciò che aveva sempre vissuto: una totale fedeltà alla missione ricevuta da Dio, senza temere gli uomini, senza indietreggiare di fronte alla violenza del mondo.
Anche dopo la morte, la sua figura resta una delle più alte e luminose del cristianesimo, esempio di coerenza, santità e dedizione alla verità.
Le reliquie
Dopo la sua morte, i discepoli di san Giovanni Battista ne raccolsero il corpo e gli diedero sepoltura a Sebaste, in Samaria, ma — secondo antiche fonti — senza il capo, che sarebbe stato separato in circostanze misteriose. In quel luogo sorsero due chiese in suo onore, che divennero meta di pellegrinaggi e simbolo della sua incrollabile testimonianza. Ma la pace di quel sepolcro fu tragicamente interrotta: tra il 361 e il 362, durante il regno dell’imperatore Giuliano l’Apostata, il sepolcro fu profanato da pagani, che bruciarono il corpo e dispersero le ceneri. Tuttavia, secondo la tradizione, alcuni fedeli riuscirono a salvare delle reliquie, che furono poi trasportate in Oriente.
Una parte di queste reliquie, secondo quanto tramandano le cronache medievali, giunse a Genova nel 1098, in pieno clima di Crociate. Qui, nella cattedrale di San Lorenzo, sono ancora oggi venerate delle ceneri attribuite al Battista, divenute oggetto di grande devozione popolare. La loro autenticità, come per molte reliquie medievali, è oggetto di dibattito, ma la fede con cui vengono custodite e onorate rimane immutata.
La vicenda della testa del Battista è ancora più complessa e affascinante. Secondo alcune fonti, fu ritrovata nel IV secolo a Emesa, in Siria, e successivamente traslata a Costantinopoli, dove fu venerata nella chiesa di San Giovanni. Con le Crociate e la grande spinta a portare in Occidente le preziose reliquie dei santi, accadde che diverse città europee cominciarono a rivendicare il possesso della sua testa o di parti di essa.
A Roma, nella chiesa di San Silvestro in Capite, si conserva una reliquia della testa del Battista — priva della mandibola — venerata da secoli. A Viterbo, nella cattedrale di San Lorenzo, si custodisce quello che viene chiamato il “Sacro Mento”, cioè la parte inferiore del mento. Un’altra celebre reliquia giunse nel 1206 ad Amiens, in Francia, portata da un cavaliere crociato. Il numero delle reliquie, come spesso avveniva nei secoli medievali, è aumentato nel tempo, segno della profonda venerazione che il popolo cristiano ha sempre riservato al Precursore.
Oltre a queste reliquie maggiori, molte chiese in Europa affermano di possedere frammenti minori, come dita, denti o ossa, gelosamente custoditi in reliquiari d’oro e d’argento. La molteplicità di queste presenze, pur con tutte le incertezze legate alla storia, non offusca ma anzi testimonia la potenza della sua figura: un santo venerato universalmente, che ha saputo lasciare un’impronta indelebile nella fede del popolo cristiano.
Quando si festeggia San Giovanni Battista?
La figura di San Giovanni Battista è stata enormemente popolare e venerata. Il suo culto si diffuse in tutto il mondo conosciuto, e innumerevoli chiese e battisteri furono a lui dedicati. È il santo più raffigurato nell’arte, spesso mostrato con una pelle d’animale e un bastone con una croce, o come bambino che gioca con Gesù.
San Giovanni Battista viene celebrato in diversi momenti dell’anno liturgico. In particolare, la Chiesa Cattolica lo ricorda non solo nel giorno della sua morte, che ricade il 29 agosto, ma anche nel giorno della sua nascita terrena, il 24 giugno. Questa peculiarità lo rende, insieme alla Vergine Maria e a Gesù, l’unico santo per il quale viene festeggiata anche la natività.
La data del 24 giugno è quella più frequentemente utilizzata per la sua venerazione e viene celebrata sin dai tempi di Sant’Agostino (354-430). La scelta di questa data deriva dal criterio di fissare la sua nascita sei mesi prima di quella di Gesù, stabilita al 25 dicembre, in accordo con l’annuncio dell’arcangelo Gabriele a Maria. La celebrazione del 24 giugno è un’occasione di grande gioia e devozione, caratterizzata da processioni e festeggiamenti in numerose città e paesi che lo hanno come santo patrono.
Di chi è protettore?
San Giovanni Battista, così forte nel parlare e così umile nell’anima, ha lasciato un’impronta profonda nel cuore della Chiesa e nel popolo cristiano. Fin dai tempi più antichi, i fedeli lo hanno sentito vicino, come un amico e un fratello nella fede, capace di parlare con coraggio e verità anche quando tutto sembrava opporsi. Forse per questo il suo nome è diventato così caro a intere comunità, e innumerevoli sono i luoghi, le chiese, i battisteri e perfino le città che lo hanno scelto come patrono.
Tra queste ricordiamo con affetto Firenze, Torino, Ragusa e Imperia, ma in realtà sono moltissimi i paesi che ogni anno, il 24 giugno, si vestono a festa per celebrare la sua natività. E non c’è da stupirsi: Giovanni non solo ha preparato la via al Signore, ma ha saputo farlo spogliandosi completamente di sé, con uno stile di vita che ancora oggi ci interroga e ci richiama alla radicalità del Vangelo.
Molti dei suoi patronati nascono proprio da dettagli della sua vita, che la pietà popolare ha saputo cogliere con profondità. Pensiamo al suo abito grezzo, fatto di peli di cammello, stretto alla vita con una cintura di cuoio: simbolo della sua vita nel deserto, ma anche motivo per cui è diventato patrono di sarti, pellicciai e conciatori di pelli. Oppure al piccolo agnello che spesso lo accompagna nelle raffigurazioni sacre – richiamo a quel “Ecco l’Agnello di Dio” con cui ha indicato Gesù – che lo ha reso protettore dei cardatori di lana, mestiere umile e paziente, proprio come la sua voce nel deserto.
Anche il tragico evento della sua morte – consumata durante un banchetto regale per volontà di Erodiade – ha portato con sé significati profondi: in alcune tradizioni, per via di quel banchetto, san Giovanni è invocato dagli albergatori, mentre la spada o il coltello che pose fine alla sua vita lo ha legato simbolicamente ai coltellinai e fabbricanti di lame, uomini che lavorano strumenti taglienti, come tagliente era la sua parola, netta e senza compromessi.
Una delle storie più belle che amo ricordare è quella legata alla musica. Forse non tutti sanno che il famoso sistema delle note musicali nasce da un inno latino a san Giovanni, e che ogni nota (ut, re, mi…) cominciava con una sillaba dei suoi versi. Fu Guido d’Arezzo, nel Medioevo, a usare questo inno per creare la notazione musicale moderna. Da allora, Giovanni è venerato anche come patrono dei cantori, quasi a dire che chi eleva il canto a Dio ha bisogno di un cuore puro come il suo.
La sua figura di battezzatore ha ispirato anche altre forme di devozione. In passato, molti bambini abbandonati venivano lasciati presso i battisteri, e affidati simbolicamente a san Giovanni, che li accoglieva spiritualmente come figli. Per questo è invocato anche come protettore dei trovatelli, dei più piccoli, degli innocenti.
E ancora: san Giovanni è patrono dell’Ordine di Malta, che fin dal Medioevo lo ha scelto come guida e ispirazione. Ma è anche venerato con il titolo commovente di San Giovanni Decollato, colui che fu decapitato per amore della verità. Così, nel corso dei secoli, molte confraternite che assistevano i condannati a morte lo hanno scelto come protettore, affidando a lui le Anime Decollate e pregandolo perché accompagnasse quei fratelli negli ultimi istanti della loro vita terrena.
In Sicilia, la devozione si intreccia con la vita quotidiana. A Pozzallo, san Giovanni è invocato come protettore dei marittimi, di chi affronta il mare e le sue insidie con fede e coraggio. Sempre nell’isola, è considerato patrono dei compari e delle comari, soprattutto nel giorno della sua festa: un’antica usanza ricorda l’amicizia tra Gesù e Giovanni come modello di legame spirituale profondo, nato nel segno del battesimo.
Non mancano le invocazioni contro terremoti e temporali, segni della forza naturale che l’uomo non può controllare: proprio allora i fedeli si affidano a san Giovanni, chiedendo protezione e pace. E sebbene non sia ufficialmente il patrono dei monaci, molti lo hanno scelto come modello di vita ascetica: il suo amore per il silenzio, per il deserto, per la preghiera lo rende una figura di riferimento anche per chi cerca Dio lontano dal rumore del mondo.
In fondo, san Giovanni Battista ci insegna una cosa semplice e grandissima: lasciare spazio al Signore, farlo crescere in noi, anche a costo di sparire. E forse è proprio per questo che continua a risplendere: perché ha saputo farsi piccolo, per indicare l’Unico veramente grande.
I miracoli
La vita di san Giovanni Battista è un grande segno dell’intervento di Dio nella Storia. Anche se non è ricordato per aver compiuto miracoli nel senso di guarigioni spettacolari, come fece nostro Signore Gesù Cristo, tutta la sua esistenza fu circondata da eventi straordinari che manifestano la potenza di Dio e la grandezza della sua missione.
Il primo grande segno fu la sua nascita miracolosa. I suoi genitori, Zaccaria ed Elisabetta, erano ormai anziani e senza figli. Ma Dio non dimentica i suoi giusti: fu l’arcangelo Gabriele ad apparire nel Tempio a Zaccaria per annunciare che la loro preghiera era stata esaudita. Elisabetta avrebbe concepito un figlio, e quel figlio avrebbe avuto un compito speciale: preparare la via al Signore. Questo annuncio, simile a quello fatto poi a Maria, si colloca tra i più alti momenti della storia sacra. E proprio durante l’Annunciazione alla Vergine, l’angelo indicherà la gravidanza di Elisabetta come prova che nulla è impossibile a Dio.
Un altro momento toccante avviene quando Maria va in visita alla cugina Elisabetta. Appena Maria la saluta, Giovanni – ancora nel grembo materno – sussulta di gioia. È un gesto piccolo e nascosto, ma pieno di luce: il bambino riconosce il Salvatore che si sta avvicinando, ed esulta per Lui. È il suo primo atto da profeta, ancora prima di nascere.
Alla nascita, un altro segno: Zaccaria, rimasto muto per la sua incredulità, riacquista la parola appena scrive che il bambino si chiamerà “Giovanni”, come aveva detto l’angelo. La gente è stupita, e tutti comprendono che quel bambino non sarà come gli altri. Dio ha messo la sua mano su di lui.
Giovanni cresce nel silenzio del deserto, lontano dagli onori del mondo, ma pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre. La sua voce, quando comincia a predicare, è come un fuoco: discernimento, forza, verità. Riconosce i cuori, legge le intenzioni, smaschera le ipocrisie. Non compie miracoli esteriori, ma il suo stesso parlare muove le coscienze, e porta tanti a convertirsi, a cambiare vita.
Il Signore stesso ha lodato la sua grandezza: non tanto per miracoli visibili, quanto per la sua fedeltà assoluta alla verità, per la sua umiltà, per il suo coraggio nel testimoniare il Messia. Nessun altro profeta ha potuto indicare con gli occhi l’Agnello di Dio che veniva nel mondo.
La vita di san Giovanni Battista non è una sequenza di miracoli, ma un unico grande miracolo di fedeltà e di luce. E per questo, continua a parlare anche a noi oggi.
San Giovanni Battista spiegato in modo facile ai bambini
San Giovanni Battista era una persona davvero speciale, un grande amico di Gesù! La sua storia è così importante che la Chiesa lo festeggia ben due volte all’anno, cosa che succede solo per pochissimi altri santi, come la Madonna e Gesù stesso.
La sua nascita fu un evento meraviglioso. I suoi genitori, Zaccaria ed Elisabetta, erano molto anziani e non potevano avere figli, ma Dio aveva un piano speciale per loro. L’Arcangelo Gabriele, lo stesso angelo che andò dalla Madonna, apparve a suo papà Zaccaria e gli disse che avrebbero avuto un bambino e che dovevano chiamarlo Giovanni. Era un vero dono di Dio! La mamma di Gesù, Maria, era parente di Elisabetta. Quando Maria andò a farle visita, ancora prima che Gesù nascesse, il piccolo Giovanni, che era nel pancione della sua mamma, fece un grande salto di gioia: era come se avesse riconosciuto Gesù, anche se era così piccolo.
Da grande, Giovanni scelse di vivere nel deserto, un posto un po’ selvaggio e solitario. Indossava vestiti fatti con peli di cammello e una cintura di pelle, e mangiava cose semplici che trovava lì. Ma anche se viveva lontano da tutti, tantissime persone andavano ad ascoltarlo perché sentivano che le sue parole erano vere e venivano da Dio. Lui diceva a tutti di cambiare vita, di essere buoni e di prepararsi perché stava per arrivare qualcuno ancora più importante di lui. Per mostrare il loro desiderio di cambiare, le persone si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano.

Il lavoro più importante di Giovanni fu proprio questo: preparare la strada a Gesù. Quando Gesù andò da lui per farsi battezzare, Giovanni lo riconobbe subito e disse: “Ecco l’Agnello di Dio!”. Poi lo battezzò, e avvenne una cosa incredibile: lo Spirito Santo scese su Gesù come una colomba, e dal cielo si sentì la voce di Dio Padre che diceva: “Questo è il mio Figlio prediletto”. Da quel momento, Giovanni capì che la sua missione era compiuta e disse: “Lui deve diventare più importante, e io invece devo diminuire”.
Giovanni era molto coraggioso e diceva sempre la verità, anche al re Erode, quando faceva cose sbagliate. Per questo, la moglie del re, Erodiade, si arrabbiò tantissimo e volle che Giovanni venisse ucciso. Anche se il re aveva paura di Giovanni, alla fine, per una promessa fatta in pubblico, ordinò che gli tagliassero la testa. Così Giovanni divenne un martire, cioè uno che muore per amore della verità e di Dio.
La sua vita è stata piena di segni speciali di Dio, fin dalla sua nascita. Ancor oggi, tanti lo sentono vicino e lo pregano, chiedendo la sua protezione. È un esempio di come possiamo preparare i nostri cuori ad accogliere Gesù e di quanto sia importante avere il coraggio di dire la verità e seguire la volontà di Dio.
Preghiera a San Giovanni Battista
Se vuoi manifestare la tua devozione a questa importante figura della storia della Chiesa, puoi recitare la seguente preghiera:
<<O glorioso San Giovanni Battista,
voce potente che grida nel deserto,
tu che hai preparato la via al Signore e indicato il Messia all’umanità,
ottienici un cuore pronto a convertirsi,
l’umiltà nel riconoscere il nostro peccato
e il coraggio di testimoniare la verità con la vita.
Tu, amico dello Sposo, che gioisti alla sua venuta,
rendi anche noi capaci di gioire della presenza viva di Cristo nel mondo.
Tu che sei stato riempito di Spirito Santo fin dal grembo materno,
intercedi per noi affinché anche la nostra esistenza sia abitata dalla grazia divina.
Martire della giustizia,
sii sostegno nei momenti di persecuzione e ingiustizia.
Profeta della luce, guidaci nel discernimento
e aiutaci a non cercare mai la gloria personale,
ma a diminuire perché solo il Signore cresca in noi.
San Giovanni,
battezzatore di Cristo,
intercedi per noi presso il Redentore,
affinché, purificati dall’acqua e dallo Spirito,
possiamo giungere alla vita eterna.
Amen.>>
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